Borsa valori

La valori è il mercato per la vendita e l’acquisto di di società e di amministrazioni pubbliche e di certificati rappresentativi di merci.

In Italia le Borse valori all’origine erano dieci: Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo,  Torino, Trieste e Venezia.

Nel 1991, con l’approvazione del regolamento per il sistema telematico di contrattazioni, esse sono state soppresse ed oggi la contrattazione è gestita sola dalla di Milano.

La Prima era nel palazzo di una famiglia di mercanti veneti della a Bruges; nel XIV i mercanti si riunivano per contrattare i loro affari.
Nelle borse potevano avere accesso tutti quelli che volevano comprare e vendere, ma con il passare del tempo si senti la necessità di regolamentare le attività di contrattazione.

Oggi in Italia , le borse valori sono controllate dalla CONSOB e il Consiglio di , nominato con decreto dal Ministero del Tesoro.

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La fluttuazione

Nel mercato dei cambi  ogni moneta fluttua in relazione alle altre .

La può essere pura o sporca

La è detta pura quando il della moneta  è determinato dall’offerta e dalla domanda sul mercato dei cambi.

La è detta sporca  quando una banca centrale interviene  con maggiore o minore discrezione per ridurre la variazione di della sua moneta.

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Tipi di titoli

Sul mercato secondario la maggior parte dei ,che vengono scambiati, appartengono a due grandi categorie: e .

Le sono di credito rimborsabili, che danno la garanzia di  un rendimento fisso. Le loro caratteristiche sono il nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse.

Il nominale è la quantità di soldi , pagata a chi le possiede alla data di scadenza.
Gli interessi, il cui importo non subisce variazioni, vengono calcolati sul nominale del titolo e pagati con cedole annuali.
Essi, per legge, devono essere sempre corrisposti e nel caso in cui non avvenga l’emittente può incorrere in un fallimento.

Le possono essere di due tipi : privilegiate e ordinarie.

Le privilegiate, simili alle , hanno un nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola.
A differenza delle non hanno una data di scadenza predefinita e i dividendi possono rimanere insoluti per anni senza che ciò conduca alla bancarotta.

Le ordinarie non prevedono pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza.
Esse possono avere una vita infinita nel corso della quale viene corrisposto un dividendo solo se l’emittente ha registrato dei profitti soddisfacenti.

In una graduatoria,  siccome le danno la garanzia di un rendimento sicuro, rappresentano per il prestatore l’investimento meno rischioso.
Le privilegiate si piazzano in una posizione intermedia, mentre le più rischiose risultano essere le ordinarie che, per compensare la minore sicurezza, prevedono i rendimenti più elevati.

Gli emittenti di possono essere sia privati (individui, associazioni, società) sia pubblici (enti statali di varia natura).

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